L’omessa o tardiva comunicazione all’ ENEA fa perdere il diritto alla detrazione ?

[ A cura di: Avv. Saverio Del Buono] La comunicazione all’ENEA degli interventi di riqualificazione energetica, cui dal 2018 si è aggiunta analoga comunicazione per gli interventi di riqualificazione edilizia cui consegue un risparmio energetico o l’utilizzo di fonti rinnovabili di energia, va effettuata obbligatoriamente entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori o dal collaudo, sul portale dedicato che annualmente viene attivato.

Le norme, se da un lato parlano di una obbligatorietà della comunicazione, dall’altra non vi ricollegano una sanzione per la mancata osservanza, lasciando quindi irrisolta la questione se possa essere revocata l’agevolazione a seguito della mancata comunicazione. Infatti il legislatore non ha affermato in alcun modo che alla omessa o ritardata comunicazione consegue l’impossibilità di riconoscimento della detrazione: se volessimo accettare questa tesi dovremmo allora considerare la comunicazione come elemento costitutivo dell’agevolazione fiscale, in quanto indispensabile per la realizzazione della fattispecie. Come vedremo di seguito questa ricostruzione non è ammissibile.

Con l’aiuto della giurisprudenza possiamo infatti ricondurre il problema a soluzione : secondo i giudici tributari la mancata comunicazione non fa venir meno il diritto all’agevolazione. Questo orientamento giurisprudenziale è ormai consolidato, come si può notare da diverse pronunce.

Partendo dalla sentenza n. 853/19/2015 la CTR Lombardia ha ritenuto come non essenziale l’adempimento, ricordando come la stessa Agenzia delle Entrate nella sua circolare n. 21/E del 23.04.2010, “in nessuna sua parte parla di decadenza dal beneficio fiscale de quo, anzi prevede, nella spiegazione del paragrafo 3 – Detrazione d’imposta del 55 per cento per interventi di risparmio energetico, e più nel dettaglio al paragrafo 3.7- Errori ed omissioni nella compilazione della scheda informativa da trasmettere all’ENEA, che il contribuente possa rettificare la documentazione e la scheda informativa mediante l’invio di una comunicazione di rettifica, al fine di porre rimedio e di correggere eventuali errori od omissioni”.

Ma vi è di più: tale orientamento è stato confermato da successive sentenze, quali le n. 7068/16 – 5287/2/2017 del 12.09.2017, 5393/17 della Commissione Tributaria di Milano e la sentenza n. 2181/18 della CTR Lombardia. Quest’ultima ha ritenuto che la tardiva comunicazione non pregiudica il diritto del contribuente all’ecobonus, derivante dell’esecuzione dei lavori e dal sostenimento delle relative spese, prevalendo la sostanza sulla forma. La mancata dichiarazione nel termine è pertanto una mera irregolarità formale che non incide sul diritto all’agevolazione.

In tal senso si esprime chiaramente anche la sentenza n. 5330/9/2018 della CTR Lombardia la quale testualmente afferma che la comunicazione deve intendersi quale “adempimento di natura formale finalizzato a consentire il controllo sulla sussistenza dei presupposti per fruire della detrazione, ma non è presupposto giuridico della legittimità dell’agevolazione fiscale”. Quest’ultimo caso era relativo ad un contribuente che pur avendo inviato comunicazione nel termine di 90 giorni, aveva provveduto successivamente ad integrarla, perdendo secondo l’agenzia delle entrate il diritto all’agevolazione avendo violato il predetto termine.

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