Proroga Superbonus 110%, alleggerimento delle procedure, armonizzazione delle detrazioni fiscali in un’unica aliquota del 75% per tutti i lavori, tutti detraibili in 5 anni fermo restando sconto in fattura e la cessione del credito. E tutto questo potrebbe diventare “strutturale” fino a tutto il 2027.

Sembra di leggere “Il libro dei Desideri”.  Eppure, dopo l’approvazione da parte di Camera e Senato delle nuove linee guida sulle detrazioni fiscali per gli interventi edilizi rientranti nel c.d. Superbonus 110 e nel bonus ristrutturazioni, difficile non pensare che questa volta la realtà “potrebbe” superare la fantasia (o appunto i desideri di una parte di contribuenti).

Nelle intenzioni del Governo Draghi, oltre la proroga del Superbonus a dicembre 2023 per tutte le tipologie di immobili che  era già nell’aria, quella di apportare  “semplificazione” a una misura che fin dal suo esordio ha scatenato molte  polemiche , tanto che l’Agenzia delle Entrate è stata ed è costretta  a pronunciarsi più volte per chiarire dubbi e interpretazioni dei contribuenti e attori del settore. Ecco quindi che  l’ipotesi è quella di una semplificazione burocratica anche attraverso la creazione di un’ portale digitale per la certificazione e la circolazione dei crediti d’imposta.

Oltre ad estendere a tutto il 2023 il Superbonus 110%, un’altra importante modifica riguarda la soppressione del vincolo di  avvenuta realizzazione dei lavori entro il 30 giugno 2022 di almeno il 60% delle opere necessarie (secondo SAL).

Altra importante modifica riguarderebbe l’ampliamento della platea dei soggetti beneficiari dei bonus ad oggi riservati ai soli contribuenti privati e che verrebbero estesi anche a  strutture ricettive, alberghiere, imprese agricole e aziende agrituristiche. Nello stesso solco,  la possibilità di estendere i benefici anche ad immobili diversi da quelli fin qui previsti tra cui, ad esempio, gli edifici pubblici.

Per quanto concerne l’armonizzazione in un’unica aliquota pari al 75% dei vari  bonus esistenti per le ristrutturazioni e per l’efficientamento energetico degli edifici e delle molteplici altre aliquote minori per altri tipi di interventi, con contestuale riduzione da 10 a 5 anni del periodo utile per recuperare l’importo ammesso  in detrazione, si prevede di apportare modifiche all’ articolo 16-bis del T.U.I.R.

Un cenno va dato anche alla possibile introduzione del “GEO BONUS” argomento particolarmente sentito e più volte trattato da BMItalia | Associazione Nazionale Amministratori Immobiliari e Building Manager e che vede, nelle sue finalità, anche quello della prevenzione e risanamento del dissesto idrogeologico.

E tutto questo nell’ipotesi di rendere strutturali, tutti questi incentivi, almeno fino alla fine del 2027.

Da quello che si apprende Il documento, che non è definitivo ma sembra essere concretamente uno dei punti cardini inseriti nelle misure allo studio del Parlamento impegnato nella redazione del PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza), dovrebbe essere confermato a breve considerando che la versione definitiva del PNRR andrà trasmessa all’Unione Europea entro il 30 aprile 2021.

Nel Frattempo tutto questo, a mio avviso, porterà ulteriore stallo al decollo degli interventi in “Superbonus 110” . Questo perché, se da una parte disporre di un’aliquota maggiore  (110%) può sembrare un’opportunità irripetibile, dall’altra la possibilità di poter contare su semplificazioni e minori rischi per i contribuenti potrebbe consigliare di attendere l’approvazione definitiva del PNRR. e di tutti i provvedimenti conseguenti per migliori ed opportune valutazioni.

Giovanni Zullo – Presidente BMItalia 

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