Legittima l’installazione dell’ascensore da parte di un solo condomino

L’eliminazione delle barriere architettoniche, realizzata anche da un solo condomino su parte di un bene comune, deve considerarsi indispensabile ai fini dell’accessibilità dell’edificio e della reale abitabilità dell’appartamento, e rientra, pertanto, nei poteri spettanti ai singoli condomini ai sensi dell’art. 1102 cod. civ. (Sez. 2, Sentenza n. 14096 del 03/08/2012; conf. Sez. 2, Sentenza n. 10852 del 16/05/2014).

Questo quanto emerge dalla recente sentenza della Cassazione civile, sez. II, 5 dicembre 2018, n. 31462.

In seguito al ricorso, dopo la sentenza d’appello del Tribunale di Ascoli Piceno, nel quale i ricorrenti si appellarono al fine di vedersi dichiarare l’illegittimità dell’ascensore realizzato dai convenuti e che questi ultimi fossero condannati alla riduzione in pristino dello stato dei luoghi ed al risarcimento dei danni.

Decisamente interessante il principio espresso nella sentenza di appello e rimarcato dalla corte suprema per il quale non può essere un limite la presenza di impianti condominiali laddove ne sia possibile la loro modifica attraverso la conservazione della loro corretta funzionalità o ancor più la necessità di realizzarne di nuovi atti a garantire a tutti i condomini le medesme condizioni preesistenti.

Si osservi inoltre come, nella fattispecie, l’impianto poneva degli effetti negativi per le altrui proprietà. Effetti considerati piuttosto limitati e pertanto si doveva ribadirsene la legittimità.

Sulla base di quanto espresso nelle motivazioni, la sentenza ha quindi ritenuto legittima la realizzazione dell’ impianto ascensore da parte del condomino che, superando ogni limitazione manifestata da taluni altri condomini e sostenendone in proprio anche tutte le spese necessarie non poteva essere impedita.